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"Disabili, non diversi: yes I care"

la campagna di comunicazione

La campagna di comunicazione scelta dalla Fondazione I Care onlus sul tema della disabilità e condivisa dalle Associazioni locali della Consulta del Volontariato nonché da quelle di settore come l'associazione “Noi da Grandi” di Empoli, è volutamente a toni accesi.
È importante riflettere sulle tematiche della disabilità senza alcun stereotipo.
Utilizzare un'icona classica di perfezione come una bambola ponendola sopra ad una sedie a rotelle tende a far riflettere sulle problematiche che quotidianamente affliggono i disabili.
Il messaggio è chiaro: “disabili, non diversi: Yes I care”.
Ognuno di noi al tempo stesso può diventare un disabile e aiutare l'altro perché la disabilità si scontra con le ordinarie difficoltà di ogni giorno.
“Forse il messaggio è un po' forte - dichiara il presidente Lorenzo Calucci -  ma è teso a colpire l'attenzione del cittadino che troppo spesso, preso dal tran tran quotidiano, diventa, senza volerlo, schivo e indifferente ai problemi sociali. Vogliamo far riflettere le persone e ricordare loro che 'disabile' è solo una parola”.

Queste le iniziative:

15 ottobre 2010: Convegno sull'integrazione scolastica dei ragazzi disabili. L'incontro si è tenuto presso l'auditorium della Fondazione, in collaborazione con l'Associazione “Autismo Toscana” ed il Comune di Fucecchio. Nell'occasione è stato presentato il libro “Le parole non sono aria”, realizzato da Marino Lupi e Candida Brutti, in cui l'integrazione scolastica di un ragazzo autistico viene raccontata dai suoi compagni di classe.

19 marzo 2011: Cena di beneficenza “Chef per una notte” presso la Contrada Ferruzza di Fucecchio, in collaborazione con l’associazione “Noi da grandi”, Consulta del Volontariato, Limonaia, Circolo del cinema Amarcord e Comune di Fucecchio. La cena è stata gestita e curata dai ragazzi diversamente abili dell’associazione “Noi da grandi”.

In programma

Serata di cabaret presso La Limonaia di Fucecchio con un comico disabile (probabilmente Davide Anzalone) o un personaggio impegnato a sostegno della disabilità.

“Cena al buio” presso i locali della Fondazione I Care, con camerieri non-vedenti, per simulare il disagio di persone non vedenti.

 

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